Posted by myenvy under Senza categoria on settembre 3 2010, 0 comments
Posted by Namor under Senza categoria on , 0 comments
Titolo originale
Pandorum
Produzione
USA – Germania 2009
Regia
Christian Alvart
Interpreti
Dennis Quaid, Ben Foster, Cam Gigandet, Cung Le, Antje Traue.
Durata
108 Minuti
Trailer

Il caporale Bower (Ben Foster) insieme al tenente Payton (Dennis Quaide), sono rinchiusi in una camera ipersonno a bordo dell’astronave Elyseum. Al loro risveglio i due, come prevede il regolamento, dovrebbero dare il cambio all’equipaggio in loco, che si sta occupando di portare l’astronave sulla nuova terra promessa, ovvero il pianeta Tetys. Riprese con non poca fatica, le loro facoltà, i due si rendono subito conto che sulla nave spaziale inaspettatamente buia e priva di personale, c’è qualcosa che non va.
Con la memoria che ancora tarda a rinvenire del tutto, Bower decide di andare all’avanscoperta per vedere e capire la strana anomalia che regna sull’Elyseum.
Con l’ausilio radio del tenente Payton, il caporale Bower, si avventura lungo le condutture di ventilazione per far ripartire il reattore, in modo d’avere l’energia occorrente per ripristinare i comandi di bordo. Una volta fuori dall’abitacolo del loro risveglio, il caporale non tarderà a scoprire l’agghiacciante causa dell’assenza degli occupanti all’interno di una navicella capace di contenere 60.000 passeggeri.
Durante il tragitto che lo separa dal generatore, Bower avrà modo di incontrare gli autori del claustrofobico scenario in cui si trova. Gli Hunters, una spietata razza predatrice che ha fatto dell’Elyseum, il suo naturale habitat dove vivere e proliferare cibandosi dei suoi sfortunati ed ignari viaggiatori.
Bower, con l’ausilio degli unici due sopravvissuti a bordo, il guerriero Manh, impersonato dal Vietnamita quattro volte campione del mondo di Karate Cung Le e la letale biologa di bordo Nadia, interpretata dall’attrice Tedesca Antje Traue, dovranno affrontare più d’una insidia per arrivare ad attivare il generatore ed uscire vivi da questo angoscioso incubo.
Un’uscita estiva nelle nostre sale abbastanza gradita, questo “Pandorum” diretto dal regista Christian Alvart, il quale si avvale delle prestazioni di Dennis Quaide e Ben Foster, nei ruoli dei due astronauti protagonisti. Più che discrete le ambientazioni claustrofobiche, ottenute in una centrale elettrica abbandonata di Berlino, così come la realizzazione è le movenze nei combattimenti degli Hunters.
Film godibile se non si alzano le pretese, vi ricordo che è un titolo che fa da apripista alla prossima stagione cinematografica… quindi prendetelo per quello che è!

Namor

Posted by ..^^FoRSe YeSs FoRsE No^^.. under Senza categoria on settembre 1 2010, 0 comments

 

Mia piccola creazione…

Posted by mimmotron under Senza categoria on , 0 comments
Titolo originale
Boris
Produzione
Italia 2007
Episodi / Durata
14 / 25 Minuti

Chi frequenta questo blog è sicuramente un amante del cinema e come tale forse non apprezza le serie televisive, ma se così non fosse gli consiglio vivamente di guardarsi Boris. In questa serie si ironizza, con successo, sul mondo della televisione ed in particolare a ciò che avviene dietro le quinte durante la realizzazione di una serie tv, in questo caso “Gli occhi del cuore 2”. E credo che il titolo della serie parli da se.
Su tutti si erge la figura di René Ferretti il regista (Francesco Pannofino) che dopo aver diretto altre fiction, sospese dalla rete televisiva che le trasmetteva, approda alla regia di questa nuova serie. Molto appassionato del suo lavoro, ma anche troppo buono, finisce sempre per accettare per buone scene improponibili per non urtare la sensibilità dei vari personaggi di volta in volta coinvolti nelle riprese. Nelle vesti di assistente alla regia Arianna (Caterina Guzzanti) che devo dire mi è piaciuta molto in questo ruolo a tal punto da farmi asserire che la serie non sarebbe stata la stessa senza di lei. Dedita al lavoro si occupa di far andare le cose al meglio durante le registrazioni riuscendo inoltre quasi sempre a mettere una pezza ai vari disguidi che avvengono sul set. Si incarica anche di insegnare il mestiere ad Alessandro lo stagista (Alessandro Tiberi). Un altro grande personaggio è Stanis il divo un attore mediocre al quale viene spesso dato a bere dal regista della presenza di errori tecnici durante le riprese per poter rifare la scena, in realtà recitata male, per compiacerlo. Di pari grado è Corinna la star (Carolina Crescentini) che molto spesso durante le registrazioni viene apostrofata dal regista “cagna maledetta…”
Personaggi meravigliosi sono Duccio Patanè direttore della fotografia (Ninni Bruschetta) cocainomane ed indolente che sostiene che la fotografia nelle fiction deve essere di scarsa qualità altrimenti la gente quando c’è la pubblicità cambia canale e Augusto Biascica il capo elettricista (Paolo Calabresi) personaggio che si descrive semplicemente dicendo che il suo terzo figlio in arrivo ha intenzione di chiamarlo Francesco Totti Biascica. Altri protagonisti della serie, ma con un ruolo marginale sono Itala segretaria di edizione, Diego Lopez delegato di rete, Gloria la truccatrice, Sergio Vannucci direttore di produzione e Lorenzo lo stagista muto. E poi naturalmente Boris il pesciolino rosso musa ispiratrice per il regista René, che trae il suo nome dal campione di tennis Boris Becker.
Merito in assoluto della serie è quella di mettere in evidenza, magari paradossalmente, quelle che sono le reali falsità e assurdità del mondo della televisione, come le “protezioni” politiche necessarie per ottenere un posto di lavoro o per citarvi un altro esempio la consuetudine di inserire pubblicità occulta durante le riprese.
Ultima perla della serie è la sigla cantata da Elio e le storie tese.

mimmotron

Posted by ..^^FoRSe YeSs FoRsE No^^.. under Senza categoria on agosto 31 2010, 0 comments

Ma cosa è successo alle 14enni di oggi? Avete mai visto le foto che piazzano nei profili di Facebook? Quelle in posa da vamp e in atteggiamenti finto lesbo con l’amica del cuore? Quelle dove hanno il labbro di fuori (atteggiato in una sorta di bacio verso l’obiettivo) e l’espressione un po’ suina (sessualmente parlando)? I maschi sembrano tutti dei pirla che non arrivano ai dieci anni, le femmine invece tutte delle gran “mignon” con le idee più che chiare. Parlano d’amore utilizzando le frasette con l’immagine di Bella e Edward o parlano di sesso (???!!!) con quel bianco e nero che ritrae corpi avvinghiati in un’immagine sfocata. Tutte uguali. Le vedi per strada e ti chiedi come cazzo facciano i genitori a lasciar uscire di casa le figlie con la gonna che a malapena copre i peli della bernarda.

Una volta mentre tornavo in macchina dalla multisala, direi che era più o meno mezzanotte passata, mi capita davanti agli occhi la scena di due idiote minorenni vestite da viados con i maschietti tutti intorno e con le bottiglie di birra in mano sotto la luce di un lampione. In una strada dove non esiste neppure il marciapiede, una strada dove le macchine sfrecciano a velocità paurose e dove capiti solo se devi andare in discoteca o vuoi andare all’altro mondo con un sorpasso sbagliato.

Poi ogni volta che vado da Mac Donald, che cazzo diciamocelo non è certo il locale da tacco a spillo e vestito di paillette, beh è ormai all’ordine del giorno vedere le passerelle di donnine con la bocca lucida di rossetto, il capello piastrato, il decolleté (spesso vuoto tra l’altro) in bella mostra e minigonna ascellare. Ste ragazzine qui non sono capaci di rilassarsi, di dire fanculo sto andando a prendermi un panino che cola merda da tutte le parti e va da Dio essere vestita con un jeans e una maglietta. No! Perché c’è il maschietto di turno che le deve ammirare in tutta la loro femminilità prepuberale. Poi si leggono le notizie di cronaca dove la poveretta di turno è stata violata dal maschio conosciuto la stessa sera in discoteca. Quello che sembrava un amico, quello che cazzo dai ci stavo solo parlando e chissà che si è messo in testa quando gli ho detto ok andiamo a fumarci una sigaretta in un posto più tranquillo.

Mi sto domandando che cosa stia capitando a queste nuove generazioni poi accendo (raramente) la televisione e mi si chiariscono le idee. Ormai so offrono modelli sbagliati a queste generazioni in erba (in tutti i sensi), c’è una tristissima omologazione che punta decisamente verso il basso, rappresentato da creature dell’etere ignoranti, con le zinne di fuori e il cervello di un organismo unicellulare.

Per noi che siamo stati adolescenti negli anni 90 il mondo era diverso. Le mode si seguivano poco, più eri diverso più eri rispettato. Era finita l’epoca dell’omologazione e del classismo anni 80, che comunque era un modo di vestirsi e di atteggiarsi mai volgare, al massimo ghettizzante. Nei 90 preferivamo un jeans sfrangiato e un paio di anfibi ad un abbigliamento che ci facesse apparire come prostitute in erba. Al massimo ci si metteva un po’ più femminili al sabato sera quando si andava in discoteca. Ma niente di più. Il sesso poi era qualcosa di cui si parlava a bassa voce, qualcosa che era visto come un passo troppo importante che ci avrebbe fatto diventare grandi in fretta rubandoci l’ingenuità e la libertà di poter ancora girare per strada senza farci urlare “puttane” da qualche innamorato respinto in motorino. Il sesso era tabù e chi lo faceva sapeva che andava incontro alle malelingue, alla paura di beccarsi qualche schifezza e di dover poi fare il test di gravidanza di nascosto dalla madre. Se facevi sesso eri guardata diversamente, se non lo facevi nessuno ti indicava come fenomeno da baraccone.

Ora è diverso. Lo capisci subito che le ragazze di adesso vedono il sesso come qualcosa di ovvio, quasi banale. Non più come una tappa da raggiungere con la maturità e il sentimento ma come una crocetta da segnare sull’agendina personale in modo da evitare gravidanze indesiderate. Sono senz’altro più furbe di noi, tanto è vero che sono molte di meno le ragazze madri, ma sono stranamente già vecchie e navigate, come anziane adolescenti che hanno già visto e provato tutto.

Le canne per noi erano la trasgressione assoluta, il divertimento del sabato sera con un gruppo di amici. Non avevamo soldi e non pensavamo certo a roba come la cocaina, quella era qualcosa che sentivi nominare solo nei film americani. Ora è la normalità. Ma che sta capitando? A noi i mass media e i genitori ci schiantavano le palle con il rischio di morire per una pastiglietta di acido, con il sesso che ti avrebbe fatto marcire i genitali, con il non accettare le caramelle o le sigarette dagli sconosciuti, con le esagerazioni che però ti tenevano a distanza di sicurezza dalle stronzate più grosse.

E’ un peccato che le nuove generazioni si buttino via così, che non abbiano alcun interesse per la politica, per gli ideali, per le cose belle e semplici, ma che vadano sempre a cercarsi un motivo per essere incazzati, euforici o stressati. Leggono gli stessi libri, ascoltano la stessa musica e vedono gli stessi film, la televisione fortunatamente la guardano poco e purtroppo per noi sono gli stessi che se devono fare il nome di un politico che gli piace o gli sta simpatico dicono sempre Berlusconi.

W l’Italia.

Posted by Emanuele P. under Senza categoria on agosto 28 2010, 0 comments

Giustizia privata
(Law Abiding Citizen)
F. Gary Gray, 2009 (USA), 108′ (118′)
uscita italiana: 25 agosto 2010
voto su C.C.

Nelle pagine del prezioso libro firmato da François Truffaut Il cinema secondo Hitchcock, il cineasta inglese ha modo di far notare all’autore in una delle loro lunghissime interviste-confessione che «un critico che parla di verosimiglianza è una persona senza immaginazione». Si tratta di una massima probabilmente condivisibile, ma in alcuni casi viene da dire, continuando con le citazioni, che «ogni limite ha una pazienza». Perché nel caso di film come Law Abiding Citizen, ad un certo punto della storia viene da chiedersi cos’altro le brillanti menti degli sceneggiatori siano state in grado di inventarsi, in un preoccupante climax di follia machiavellica ed iper-tecnologica.
Due individui discutibili uccidono brutalmente moglie e figlia di un apparentemente pacioso average-man americano (mr. This is Sparta! Gerald Butler). La cinica giustizia (incarnata dal procuratore Jamie Foxx), più attenta alle statistiche che al giudizio morale, concede ad uno dei delinquenti una pena ridotta in cambio di una condanna certa (a morte) per l’altro. Il pacioso uomo medio ovviamente non la prende bene, e trascorre i successivi dieci anni ideando un piano diabolico e complessissimo da mettere in scena teatralmente, in modo da poter rendere nota al mondo intero la sua posizione riguardo il sistema penale americano.
Il filone dei film sulla vendetta privata fa indubbiamente parte della storia del cinema d’azione moderno ed è per questo assolutamente rispettabile e degno di considerazione, così come lo sono le pellicole thriller, gli splatter e tutte le altre che tentano di rinverdire i fasti del Grand Guignol; il problema nasce però quando un discreto regista di videoclip (F. Gary Gray, segnalatosi in precedenza per il remake di The Italian Job) decide insieme ai suoi incoscienti sceneggiatori di mettere in scena un potpourri che comprenda tutti i generi elencati in precedenza, assortiti in ordine sparso e senza alcun criterio logico. Così, pur volendo lasciar stare la succitata “verosimiglianza”, ciò che resta della storia diventa confuso, con gli attori a fare da marionette (o meglio da pupazzi, considerata la fissità preoccupante che caratterizza le espressioni del protagonista) in un improbabile teatrino dell’assurdo. La storia inizia infatti come una promettente ed originale nuova edizione del “giustiziere della notte”, ma si trasforma ben presto (ed incomprensibilmente) in un violento thriller psico-tecnologico nel quale la vittima diventa carnefice. Si viene così a conoscenza che il personaggio interpretato da Butler oltre ad essere un patito del fai-da-te è anche una sorta di contractor del ministero della difesa americano (!), in grado di uccidere oscuri personaggi nei modi più originali; sembra esserci insomma una traumatica collisione tra due film che non hanno nulla in comune se non il nome dei protagonisti. Paradossalmente, proprio in virtù del fatto che la narrazione è rappresentata semplicemente da uno sconclusionato continuum di sequenze d’azione, il film riesce lo stesso a catturare con efficacia l’attenzione dello spettatore: ognuno dei difetti quindi si trasforma quasi in un pregio e molte delle scelte grossolane degli sceneggiatori (clamorose soprattutto nella parte finale) finiscono col passare inosservate.
Chiassoso.
Posted by Emanuele P. under Senza categoria on agosto 27 2010, 0 comments

Dopo il successo in occasione del Festival di Roma, il Mouse d’Oro arriva alla Mostra del Cinema di Venezia come premio ufficiale collaterale. L’iniziativa, che ha come obbiettivo quello di dare la voce ai giovani critici cinematografici del web anche in occasione delle principali rassegne italiane (e non solo), è pronta a raggiungere un nuovo livello di credibilità e consenso.
E noi di Pianosequenza.net siamo fieri di esserne una (piccolissima) parte.

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale del Mouse d’Oro: www.mousedoro.it

 

Posted by Tutti i film di mafia under Senza categoria on agosto 20 2010, 0 comments

Sembra che per fare arrivare dei messaggi in codice ai boss detunuti in carcere con il regime 41bis la mafia…

Sembra che per fare arrivare dei messaggi in codice ai boss detunuti in carcere con il regime 41bis la mafia…

Posted by DNAcinema under Senza categoria on agosto 19 2010, 0 comments

Lo sò, è imperdonabile, sono sparito dalla circolazione, molti, probabilmente avranno gioito e fatto festa per questo ma ciononostante ho una spiegazione..
sto partecipando alla realizzazione di un lungometraggio di cui ne vado fiero e non vedo l’ora di ricominciare le riprese a settembre!

Si tratta di un film in costume la cui sceneggiatura si basa sulla dominazione tedesca in Italia, in particolar modo quella abruzzese.
Un abbraccio a tutti, spero di riuscire a trovare il tempo per passare a salutare.